Libri

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti fin dai primi anni cinquanta, don Luigi Maria Verzé fu promotore di varie riviste a scopo divulgativo:

La voce del Lambro”, quando dirigeva il Centro di addestramento professionale a Crescenzago.

ordineFu promotore e direttore del periodico “Sanare Infirmos”, quadrimestrale dell’Istituto Scientifico San Raffaele, nel quale venivano illustrati e divulgati i progressi scientifici e gestionali dell’Ente, Venivano chiamati a esprimersi e a confrontarsi a tema (ogni numero con un argomento specifico) operatori interni dell’ospedale e personaggi del mondo ospedaliero esterno.

Il “Notiziario HSR”, prima come supplemento a “Sanare Infirmos” e poi come supplemento a “Kos”, puntualmente accompagnò e sottolineò i risultati raggiunti dalla struttura e, in forma più estesa, di tutta l’Opera San Raffaele.

Il trimestrale “L’Ala” ,di cui fu direttore, riportava le conquiste della medicina e della salute per una sanità del  2000.

Da ultimo fu direttore del mensile di medicina, cultura e scienze umane “KOS” , testata acquisita dall’editore Franco Maria Ricci, sul quale, con taglio di monografia a tema (l’anima, il corpo, la bellezza, ecc.) si confrontarono illustri scienziati, filosofi e teologi, accompagnate da un corredo iconografico di pregevole fattura.

Europa Scienze Umane Editrice e Editrice San Raffaele furono le iniziative editoriali che promosse da don Luigi, contribuirono a editare diversi testi scritti da lui direttamente o da personalità del mondo accademico e culturale.

Segnaliamo in particolare:

– Sulla sua esperienza collaborativa con don Giovanni Calabria e il Cardinale Ildefonso Schuster

I due amici profeti, Ildefonso Schuster e Giovanni Calabria nei ricordi di Luigi Maria Verzé, Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor,  Milano 1988

– Ha scritto inoltre vari testi per la conoscenza e la divulgazione delle motivazioni fondanti dell’Opera Monte Tabor che ispirano la loro realizzazione al concetto della centralità dell’uomo nello sviluppo delle scienze mediche:

La fede si fa Opera, Europa Scienze Umane Editrice, Milano 1995, 432 pp., ISBN 9788886270069

Che cosa è l’uomo?, Europa Scienze Umane Editrice, Milano 2000, ISBN 9788886270182

– Altri testi sono:

– Un’ala per guarire (con Giancarlo Zizola), Edizioni San Paolo, Alba 1994, 263 pp.,ISBN 9788821528927
Il carisma del denaro. Una proposta di imprenditoria a servizio dell’amore, Edizioni San Paolo, Alba 1996, 164 pp., ISBN 9788821533310

– Pelle per pelle. L’avventura del San Raffaele raccontata dal suo fondatore (con Giorgio Gandola), Mondadori, Milano 2004, 159 pp., ISBN 9788804531500

– Io e Cristo, Bompiani, Milano 2007, 638 pp., ISBN 9788845258763

– Un progetto d’amore. Interventi e riflessioni pensando il San Raffaele 1963-2007. Introduzione di Armando Torno. Editrice San Raffaele, Milano 2008, 285 pag., edizione fuori commercio

– Siamo tutti nella stessa barca (con Carlo Maria Martini), Editrice San Raffaele, Milano 2009, 92 pp., ISBN 9788886270908

– Cristo, il vero riformatore sociale, Editrice San Raffaele, Milano 2009, 258 pp.,ISBN 9788886270953

Un’ala per guarire. 1994

Intervista a don Luigi Verzé,  fondatore degli Ospedali San Raffaele, sacerdote di una medicina nuova. Intervista di Giancarlo Zizola.

Don Luigi Verzé, fondatore della rete ospedaliera San Raffaele, accetta di misurarsi, in un franco dialogo giornalistico, con i problemi di frontiera posti dalla scienza, dai progressi della medicina e dalla missione di concretare nei fatti il comando evangelico: «Andate, insegnate, guarite i malati». La sua storia personale, quasi un «romanzo», testimonia i rischi, le sfide controcorrente e la dolorosa solitudine che ha affrontato pur di salvare la natura originale dell’Opera. Vi si discute, inoltre, delle questioni bioetiche più delicate – dalla fecondazione artificiale all’eutanasia, dalle manipolazioni genetiche ai trapianti d’organo – evidenziando la visione originale e spesso provocatoria di un credente per il quale la fede è sinonimo di coraggio.

Il carisma del denaro. Una proposta di imprenditoria a servizio dell’amore. 1996

L’Opera San Raffaele del Monte Tabor, una catena ospedaliera ormai diffusa a livello mondiale, possiede una struttura organizzativa così complessa ed efficiente che viene spontaneo domandarsi l’origine del successo, anche in termini economici, di una simile impresa.
Il suo fondatore, don Luigi Verzé, accetta serenamente di rispondere ad alcune delle domande che più frequentemente gli vengono rivolte: «Da dove arrivano i mezzi?» e«Qual è il fondamento organizzativo dell’Opera San Raffaele?». Il suo intento è quello di confidare una traccia di imprenditoria alla maniera evangelica: «Nessun miracoloso self-made man. Piuttosto, a distanza di tempo, la conferma che l’idea giusta può, in determinate circostanza, produrre risorse atte a realizzarla. Ora che gli ingranaggi girano, constato che la loro velocità è determinata dall’incontro della professionalità con la visione profetica che assume la potenza dall’alto e, dice Ezechiele, rende alacri anche le ossa inerti».

Pelle per pelle. 2004

“Pelle per pelle: la vita di Dio contro la mia vita e la mia vita contro la tua: è l’eroismo che io chiedo ai medici e agli infermieri. Ed è l’alto valore della dignità umana nella sofferenza. Un impegno che si è trasformato in imperativo un giorno, al capezzale di un ragazzo malato di Aids”. Così don Luigi Maria Verzé, riprendendo provocatoriamente le parole rivolte da Satana al Signore in un versetto del Libro di Giobbe, riassume la sua scommessa con la malattia e la morte, una scommessa che risale a quasi cinquant’anni fa e che lo ha spinto a osare, contro tutto e contro tutti, un progetto straordinariamente ambizioso: dar vita a un ospedale modello, laico ma nel segno di Cristo.

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Io e Cristo. 2007

In una personalissima “autobiografia”, don Luigi Verzè intreccia qui la sua storia, la nascita e le motivazioni dell’Opera S. Raffaele, con la storia di Cristo, o, piuttosto, del suo rapporto con Cristo: rapporto di ogni istante, ardente di fede e di un amore che non si ferma alla contemplazione, ma agisce e cerca di agire sempre meglio e di più. Articolato in forma di conversazione con i lettori, con tutta la vivacità, l’immediatezza, l’abbandono, la molteplicità di argomenti che una conversazione consente e richiede, il libro, sempre saldamente ancorato al tema principale, e guardando ogni cosa alla luce di quel tema – l’amore di Cristo e per Cristo, l’unione con Lui -, affronta i problemi più scottanti e vitali per l’umanità, mescolando filosofia, storia, scienza medica, ricordi e attese personali, in un’ottica innovativa, attentissima alle istanze più moderne e incrollabilmente fedele ai testi sacri, non di rado venata di un sapido senso polemico. Ottimista, vitale, aperto alle più alte speranze, è un libro che interroga, che pungola e rassicura, che insegna a vivere una vita piena, felice, una vita da uomini e donne che non si accontentano delle piccole cose, che non vogliono essere spettatori passivi, ma attori entusiasti, creativi, consapevoli in quella grande, e per molti aspetti sconosciuta avventura che è la vita.

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Un progetto d’amore. Interventi e riflessioni pensando il San Raffaele

Con introduzione di Armando Torno. 2008

Vi sono raccolte, nel cinquantesimo di fondazione dell’Associazione Monte Tabor, le relazioni annuali del Presidente, don Luigi Maria Verzè, ai Soci dell’Associazione Monte Tabor  dal 1963 al 2007.

Vengono tracciati, anno per anno i progetti, le conquiste, le difficoltà, le impervie strade della politica e dell’economia ma anche una incrollabile fede in Dio e nella Provvidenza, un’ostinata  perseveranza nella realizzazione di un mandato evangelico “Guarite gli infermi”. Si avvicendano e lo accompagnano, durante questo percorso, uomini e donne che con don Luigi hanno creduto e lottato, muniti ognuno della propria peculiare professionalità, di un sincero e specchiato attaccamento ai valori dell’onestà intellettuale e umana, a una fede cristallina e, allo stesso tempo, con la loro conoscenza delle vicende del mondo economico, bancario, ecclesiastico, sanitario e politico, accompagnare e difendere quest’uomo visionario dalle inevitabili correnti contrarie e contrastanti l’ideale da lui proclamato.

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Siamo tutti sulla stessa barca. 2009

Un libro che si rivolge a tutti, un autentico breviario di riflessione per meglio comprendere i nostri giorni e le loro questioni. Due importanti personalità del mondo religioso e culturale dialogano su temi e problemi che entrano nell’esistenza di ogni cristiano, anzi di ogni uomo attento alle esigenze di una vita pienamente vissuta. Ne scaturisce un vivace contraddittorio, un appassionato alternarsi di domande e risposte, che propongono e analizzano argomenti riguardanti l’ambito religioso, mai slegati dalla nostra quotidianità. Qui l’uomo è visto nella sua totalità di corpo, mente e spirito, e la conversazione spazia dall’esistenza individuale alla pratica sociale, dai rapporti tra le confessioni cristiane al mistero della sofferenza, dalle questioni della scienza e della ricerca all’organizzazione e alla vita della Chiesa. Un’opera che risolve molte domande e altre ne pone, affinché ogni lettore possa sentirsi coinvolto nelle grandi istanze che caratterizzano l’inizio di questo terzo millennio.

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Cristo, il vero riformatore sociale. 2009

Nel 1946, don Luigi Maria Verzé studia appassionatamente la figura sociale di Cristo nelle opere di San Giovanni Crisostomo. Dalla discussione della sua tesi di laurea sono trascorsi più di sessant’anni; un lungo periodo in cui le idee e le tensioni spirituali di un giovane prete idealista hanno potuto confrontarsi con la realtà e sostanziarsi in opera. Tornare su quegli scritti è l’occasione per una riflessione sul corso della vita, in una sorta di biografia intellettuale e spirituale, ma anche una riscoperta della prodigiosa attualità della predicazione di uno tra i più importanti Padri della Chiesa: la centralità del ruolo della donna, la funzione sociale del denaro, la reciproca carità, l’abominio dell’usura, il rispetto dei beni comuni e – sopra ogni cosa – la dignità umana di quel corpo sociale in cui Cristo volle incarnarsi. Perché, sostiene don Verzé, il corpo sociale è “Corpo di Cristo”.