Associazione Monte Tabor

14 MARZO 2019

Celebrando l’anniversario della nascita del nostro Fondatore don Luigi Maria Verzè rileggiamo le sue parole pronunciate nel giorno del suo compleanno. Sono parole quanto mai sempre attuali e vere anche oggi.

«Quanto dobbiamo ringraziare Dio per tutto quello che ci ha dato e che ci dà, a cominciare dal dono della vita, che è per noi la grande ed unica occasione, più grande di qualsiasi immaginazione, perché grazie al Signore Gesù, Verbo di Dio incarnato, in questa prima parte della nostra vita qui sulla terra, possiamo riconoscerne la bontà e la bellezza nello splendore delle creature, nelle nostre gioie e perfino nelle nostre sofferenze.

Nella seconda parte della nostra stessa vita, lassù nel cielo, Dio potremo vederlo, e goderlo senza fine e senza fine dirgli: grazie, grazie Dio che mi hai creato, mi hai salvato e mi hai ammesso alla tua gloria.

Questo è il richiamo della nostra giornata di oggi. Ringraziare. Essere coscienti di quello che siamo e di quello che abbiamo per grazia di Dio, discernerlo e rendercene consapevoli.

Siamo tutti coinvolti nel credere e nel diffondere nel mondo, non con le parole, ma con le opere, la medicina di Dio, come Cristo Gesù che l’ha comandata: “Andate, insegnate e guarite; date tutto gratuitamente, quel tutto che da Dio gratuitamente avete ricevuto”.

Noi, Opera Monte Tabor, vogliamo essere quel buon Samaritano, che tutto dà di se stesso, quanto è e quanto ha; come Cristo fece con noi della sua umanità e della sua divinità fino a versare il suo sangue ed il suo onore, fino ad incorporarci nella sua natura divina. “Vale la pena di vivere così?” si chiede qualcuno. Sì, vale la pena di vivere per morire sapendo che Cristo vive e muore con noi.

Ed allora il mio affettuoso grazie a Voi, che fin dal principio avete creduto al comando: “Andate, insegnate, guarite!”, comando che io vi ho trasmesso a nome di Dio. Voi avete creduto fin da quando dell’Opera poco o nulla ancora esisteva.

Lo dico, umile e commosso, a tutti voi che mi ascoltate come vostro padre, vostro fratello maggiore, testimone della fedeltà a Dio, della sua potenza e bontà: “Amatelo il nostro Dio, lodatelo e ringraziatelo sempre”. Io lo ringrazio con voi, così come ringrazio voi che con me, con le vostre voci, con le vostre opere, tutti i giorni lo ringraziate: grazie, o mio Dio! Grazie di quello che ho. Grazie, mio Dio, grazie per sempre, per sempre a Te grazie, Signore del cielo e della terra, Signore dei nostri cuori, delle nostre famiglie. Grazie Padre e magnifico padrone del San Raffaele.

Grazie per quanti amano e soffrono, per quanti non possono dirti: grazie per tutti a te Padre nostro che sei nei cieli e sei in tutti noi».

 

Notiziario HSR 1992

Don Luigi Maria Verzè (14/03/1920 – 31/12/2011)