Associazione Monte Tabor

21 GIUGNO 2019 – San Luigi

Ricordiamo il nostro fondatore, don Luigi Verzè, nel giorno onomastico, proponendo una omelia pronunciata in occasione dell’apertura del Centro San Luigi nel 1992, nella giornata del Corpus Domini, festa liturgica del mese di giugno.

21-giugno

Oggi è la festa del Corpus Domini e la festa di S. Luigi.

Il pane degli Angeli, la ss. Eucarestia, ha fatto di Luigi Gonzaga l’angelo dei sofferenti. Noi lo ricordiamo soltanto come il giovane puro. Ma egli è morto consumato come infermiere degli appestati. Poco serve essere puri come le colombe, se non si è efficaci con gli antidoti alla sofferenza, antidoti che colano dalla nostra bontà e fluiscono come soave sollievo nei sofferenti.
Luigi Gonzaga attinse dalla Eucaristia la ragione e la forza per comunicarsi agli altri fino al sacrificio di se stesso. Morì di febbre, tornando dalla strada dove aveva caricato sul suo corpo il corpo di un appestato per portarlo in ospedale.
Il Corpus Domini, o Corpo del Signore, è quello che ora andiamo ad istituire su questo altare tutti insieme. Tutti siamo su questo altare a celebrare l’Eucaristia che è il Corpo di Cristo-Dio.
Assumendo questo corpo, noi ci poniamo in comunione con Dio. È un pane del cielo per affamati di Dio. Briciole, come manna dal cielo, che ci comunicano la potenza dell’Altissimo: “Non Mosè, ma il Padre vi dà il vero pane del cielo”, soave come lo spirito che aleggiava al principio creando dal nulla tutte le cose.
Tuffiamoci su quel pane e comprendiamo! Pane eucaristico o pane del ringraziamento.
Grazie, dunque, Signore, che mi hai dato di esistere, di ragionare, di capire quanto sei buono!
Grazie che nel tuo corpo mi fai trovare l’appagamento ai miei desideri, ai miei gusti e bisogni. Grazie perché su questo pane posso costruire me stesso come uomo, come cristiano, come sacerdote della medicina e della sofferenza.
Infatti l’Eucaristia è gratitudine ed è Comunione o dono di sé, dono gratuito come ha fatto Cristo sulla tavola della sua passione e morte.

“Questo è il mio corpo, che è dato per voi”, e“Bevetene tutti, questo è il mio sangue versato in remissione dei peccati”.
Lo possiamo ripetere tutti insieme, voi che soffrite nelle vostre membra le sofferenze come Cristo; voi che le medicate e le guarite come Cristo: “Questo, Signore Gesù, è il mio corpo, questo è il mio sangue che è dato per te ed in tuo nome per gli altri”.
Siate benedetti tutti voi, innanzitutto voi sofferenti, voi ammalati, che soffrite nella continuità del vostro spirito, dell’anima, della psiche.
Voi che vi consumate nella fede, nella speranza e nell’amore perché così vi ispirano quelli che vi assistono. Abbiate coscienza della preziosità della vostra fatica, della produttività della vostra giornata.
O preziosità, o patrimonio, o capitale incommensurabile della sofferenza offerta a Cristo per gli uomini!
Ripetete spesso: “Questo è il mio corpo, dato per voi ammalati”, voi che dal mattino alla sera, dalla sera al mattino state con loro come Cristo a curarli. “Questo è il mio sangue”, ripetete voi che soffrite, “versato per te, Gesù, e per tutti i miei fratelli nel mondo”:
Siate benedetti tutti voi che ogni giorno, ogni ora, comunicate agli ammalati la vostra professionalità, la vostra stessa vita e soprattutto la vostra bontà. Voi non potete avere dubbi che andrete in Paradiso. Io sono certo: voi che nell’ammalato curate Gesù Cristo andrete dov’è Lui, per sempre in Paradiso.
Ho accolta la vostra solidarietà di augurio per S. Luigi e sono certo della vostra solidarietà nella mia ansia per gli ammalati di tutto il mondo.
Questa è Comunione con Dio, perché Egli disse: “Tutto ciò che farete ad uno di questi lo riterrò fatto a me”. Questo dare da parte degli ammalati il patrimonio della sofferenza è radice e risorsa dei S. Raffaele nel mondo. Questo darsi come medici, infermieri, operatori è vero tradurre in pratica il valore dell’Eucaristia: “Vi do un comandamento nuovo: amatevi l’un l’altro come io vi ho amati”.
“Come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola!”
Ecco l’Eucaristia, ecco la Comunione, ecco il Corpus Domini, il Corpo unico fatto di Cristo Dio, di voi ammalati, di voi che li curate, tutti insieme, il Corpo del Signore.